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Elenco delle emozioni: parole per dare un nome a ciò che provi

Un elenco di emozioni e sentimenti raggruppati per famiglia, con il significato di ciascuno, per trovare la parola giusta quando senti qualcosa e non sai come chiamarlo.

Di Sara·6 fonti verificate

Guida divulgativa: non è una diagnosi e non sostituisce il parere di uno psicologo o di un medico.

Elenco delle emozioni: parole per dare un nome a ciò che proviTest gratuito · 3 minTest sull'alessitimia
In breve

Un elenco delle emozioni è un vocabolario per dare un nome a ciò che provi. Non ne esiste uno solo, perché il numero dipende dall'autore e dal criterio (online se ne trovano da cinque a otto, una ricerca ne ha trovate 27): qui ne trovi uno di circa novanta parole, in nove famiglie, ognuna con il suo significato e una situazione in cui può comparire. Non è una classificazione scientifica, ma uno strumento pratico per quando senti qualcosa e non sai come chiamarlo. Dare un nome preciso può aiutare a capire e, secondo alcuni studi, ad attenuare l'emozione. Dopo l'elenco trovi quattro esercizi di scrittura, domande pronte e una pagina d'esempio.

Qual è l'elenco completo delle emozioni e dei sentimenti?

L'elenco qui sotto raccoglie circa novanta emozioni e sentimenti in nove famiglie: gioia, tristezza, rabbia, paura, vergogna e colpa, disgusto, sorpresa, amore, invidia e gelosia. Ogni parola ha un significato e una situazione in cui può comparire. È un elenco pratico e nostro, non una classificazione scientifica: altri autori ne farebbero uno diverso.

Come si usa: cerca la famiglia più vicina a ciò che senti e fermati sulla riga che suona vera. Dove ha senso, le parole vanno dalla più lieve alla più forte. Alcune stanno bene in più famiglie (la delusione sta fra tristezza e rabbia), e se la tua parola non c'è, aggiungila. Se vuoi usare le emozioni ogni giorno, il metodo completo è nella guida al diario delle emozioni.

Gioia e stati piacevoli

Dal lieve al forte: contentezza, gioia, euforia. Vale la pena scriverle anche quando tutto va bene: un diario della gratitudine aiuta a tenerle.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
ContentezzaSoddisfazione tranquilla per come vanno le coseDopo una giornata riuscita
SerenitàPace di fondo, senza fretta e senza pensieri pesantiUna domenica senza impegni
SollievoIl peso che si scioglie quando un pericolo passaDopo aver saputo che è andato tutto bene
GratitudineRiconoscere il valore di ciò che hai ricevutoQuando una persona ti è stata vicina
DivertimentoLeggerezza che porta a ridere e a giocareUna serata fra persone care
OrgoglioSoddisfazione per qualcosa che hai fatto o sceltoDopo un traguardo raggiunto con fatica
SperanzaFiducia che qualcosa di buono possa arrivareMentre aspetti una risposta importante
EntusiasmoSlancio acceso verso qualcosa che ti attiraAll'inizio di un progetto nuovo
GioiaPiacere pieno, che si sente anche nel corpoDopo una bella notizia
EuforiaEnergia alta e leggera, quasi senza freniQuando arriva ciò che aspettavi

Tristezza, solitudine e mancanza

Dal lieve al forte: malinconia, tristezza, dolore. Se la perdita è grande, la guida su come scrivere per elaborare un lutto ha pagine pensate per quel momento.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
MalinconiaTristezza lieve e sfumata, spesso senza un motivo precisoUna sera di pioggia, senza sapere perché
NostalgiaDesiderio di un tempo o di un luogo lontaniAscoltando una canzone di quegli anni
DelusioneCiò che speravi non si è avveratoDopo una risposta diversa da quella attesa
TristezzaPeso nel petto per una perdita, grande o piccolaQuando finisce qualcosa che contava
RimpiantoPensare a ciò che avresti potuto fareRipensando a un'occasione lasciata passare
ScoraggiamentoSensazione che riprovarci non valga la penaDopo molti tentativi senza risultato
SconfortoTristezza che toglie energie e ideeDopo una brutta notizia
RassegnazioneSmettere di aspettarsi che le cose cambinoDavanti a una situazione che si ripete da tempo
SolitudineSentire la mancanza di qualcuno con cui condividereIn una città nuova, senza conoscenti
MancanzaIl posto vuoto lasciato da una persona o da un'abitudineLa prima volta senza una persona cara
VuotoSensazione di non avere niente dentro, come una stanza vuotaDopo un periodo molto intenso
DoloreTristezza profonda, che fa male davveroDopo una perdita importante

Rabbia

Dal lieve al forte: fastidio → rabbia → furia. Per portarla sulla pagina senza esplodere c'è la guida per gestire la rabbia scrivendo.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
FastidioIrritazione leggera che punge senza esploderePer un rumore o una frase di troppo
IrritazioneNervosismo che sale quando qualcosa si ripetePer un'attesa che si allunga
ImpazienzaVoglia che le cose accadano più in frettaIn coda o in attesa di una risposta
FrustrazioneRabbia di chi trova un ostacolo sulla propria stradaQuando un progetto non avanza
EsasperazionePazienza finita dopo troppe volteQuando la stessa cosa si ripete da mesi
RisentimentoRabbia vecchia, rimasta dentro senza trovare voceRipensando a un torto mai chiarito
RabbiaEnergia forte contro ciò che senti ingiustoQuando un tuo confine viene superato
IndignazioneRabbia per un'ingiustizia, anche se colpisce altriDavanti a un comportamento scorretto
OstilitàAtteggiamento duro e chiuso verso qualcunoCon chi ti ha fatto un torto da poco
FuriaRabbia al massimo, che spinge ad agire prima di pensareDopo un affronto grave

Paura e ansia

Dal lieve al forte: preoccupazione → paura → terrore. Quando la preoccupazione non si spegne, approfondisci nella guida sugli stati d'ansia.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
PreoccupazionePensiero che torna su ciò che potrebbe andare stortoLa sera prima di un esame
InquietudineDisagio di fondo, senza un motivo precisoUna sensazione strana prima di dormire
TensioneCorpo e mente tirati come una cordaPrima di una conversazione difficile
TimorePaura lieve verso qualcosa che potrebbe accadereDi fronte a una scelta importante
AnsiaMente proiettata avanti, che immagina scenari peggioriMentre aspetti un risultato
AgitazioneBisogno di muoversi senza riuscire a rilassartiCon troppe cose in sospeso
InsicurezzaDubbio sulle proprie capacità, che rende incerto ogni passoIn un ambiente nuovo
SmarrimentoNon sapere dove andare né cosa fareDopo un cambiamento improvviso
PauraAllarme che ti dice di proteggerti da un pericoloDavanti a qualcosa che sembra minaccioso
SpaventoPaura improvvisa e breve, che fa trasalirePer un rumore forte alle spalle
TerrorePaura enorme, che blocca o spinge a scappareIn un'emergenza improvvisa

Vergogna e colpa

Di solito la vergogna riguarda ciò che senti di essere, la colpa ciò che hai fatto. Se la colpa pesa, c'è la guida sul senso di colpa.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
ImbarazzoDisagio per l'attenzione degli altri su di teDopo una gaffe in pubblico
VergognaSensazione che qualcosa di te sia da nascondereDopo un errore visto da tutti
UmiliazioneVergogna forte quando qualcuno ti svaluta davanti ad altriDopo una battuta pesante in gruppo
MortificazioneImbarazzo forte per uno sbaglio notato da altriQuando un errore viene sottolineato
InadeguatezzaImpressione di non essere all'altezzaConfrontandoti con chi sembra più bravo
Senso di fallimentoImpressione di non avercela fattaDopo un obiettivo mancato
ScrupoloDubbio di aver sbagliato nei confronti di qualcunoDopo aver detto di no
ColpaConvinzione di aver fatto qualcosa che non andavaDopo aver ferito una persona
PentimentoDispiacere per una scelta e voglia di cambiarlaDopo una decisione presa in fretta
RimorsoColpa che pesa e chiede di rimediareRipensando a una frase detta male

Disgusto e disprezzo

Dal lieve al forte: noia, disgusto, ribrezzo. Di solito segnalano un confine: qualcosa che non vuoi vicino.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
NoiaMancanza di stimoli: il tempo sembra non passare maiUna riunione che non finisce
InsofferenzaNon riuscire più a tollerare qualcosaCon un'abitudine che si ripete ogni giorno
AvversioneRifiuto netto verso qualcosa o qualcunoDavanti a un modo di fare che non sopporti
DisapprovazioneGiudizio negativo su ciò che altri dicono o fannoSentendo una battuta fuori luogo
DisgustoRifiuto che sale dallo stomaco, per cibi o comportamentiDavanti a qualcosa di sporco o scorretto
SdegnoDisapprovazione forte per ciò che ritieni indegnoDavanti a una scorrettezza grave
DisprezzoGiudizio duro su qualcuno, a cui non riconosci più alcun valoreVerso chi ha tradito una fiducia
RibrezzoDisgusto al massimo, con rifiuto totaleDavanti a un gesto crudele

Sorpresa e curiosità

Sono le emozioni dell'inatteso e del nuovo, e possono scivolare verso il piacere o verso la paura. Notare in quale direzione vanno è già un'informazione.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
InteresseAttenzione che si volge con piacere verso qualcosaAprendo un libro che incuriosisce
CuriositàVoglia di sapere e di scoprire di piùDavanti a una porta socchiusa
AttesaTendere verso ciò che sta per arrivareLa sera prima di un viaggio
EccitazioneEnergia di chi si prepara a qualcosa di nuovoUn'ora prima di un evento atteso
SorpresaScarto improvviso fra ciò che ti aspettavi e ciò che accadeUn messaggio inatteso
StuporeSorpresa che lascia senza paroleDavanti a un risultato mai previsto
MeravigliaStupore carico di bellezza o di grandezzaSotto un cielo pieno di stelle
PerplessitàDubbio di chi non capisce come stanno le coseDavanti a un comportamento che non torna
IncredulitàDifficoltà a credere a ciò che vedi o sentiDavanti a una notizia incredibile

Amore e legame

Qui stanno le parole dei legami, da quelle leggere a quelle profonde. Se la vicinanza ti spaventa, leggi la guida sulla paura di innamorarsi.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
SimpatiaPiacere leggero nello stare con qualcunoCon una persona appena conosciuta
AffettoCalore costante verso chi ti sta a cuoreCon una persona che conosci da anni
FiduciaSentire di poter abbassare la guardiaCon chi è stato coerente nel tempo
AppartenenzaSentire di avere un posto fra le personeIn un gruppo in cui ti riconosci
TenerezzaAffetto morbido, che vuole proteggere e accarezzareGuardando qualcuno che dorme
EmpatiaCapire e in parte sentire ciò che prova un'altra persona, sapendo che è suoAscoltando il dolore di una persona cara
CompassioneDesiderio di alleviare la sofferenza di qualcunoDavanti a una persona in difficoltà
AmmirazioneStima calda per le qualità di qualcunoDavanti a un talento o a un coraggio
AttrazioneSpinta ad avvicinarti a una personaAi primi incontri
InnamoramentoEmozione intensa che mette l'altra persona al centroAll'inizio di una storia
AmoreLegame profondo che unisce cura, scelta e tempoDopo anni di vita condivisa

Invidia e gelosia

Spesso si fa fatica ad ammetterle, e proprio per questo vale la pena nominarle. Se compaiono in coppia, la guida sull'insicurezza in amore aiuta a capire cosa c'è sotto.

EmozioneCosa vuol direQuando può comparire
InsoddisfazioneSensazione che ciò che hai non bastiDopo aver confrontato la tua vita con altre
EsclusioneImpressione che il gruppo ti lasci fuoriVedendo le foto di un evento senza invito
InferioritàImpressione di valere meno di altre personeGuardando vite che sembrano perfette
EmulazioneDesiderio di raggiungere ciò che ammiri in qualcunoDavanti a chi ce l'ha fatta
RivalitàSpinta a misurarti con un'altra personaIn una gara o in una selezione
BramaDesiderio acceso di avere ciò che altri hannoDavanti a un'occasione che altri hanno ottenuto
InvidiaDolore o rabbia per ciò che un'altra persona ha e a te mancaDavanti al successo di chi lavora con te
SospettoDubbio che l'altra persona nasconda qualcosaDavanti a un messaggio non spiegato
GelosiaTimore di perdere qualcuno a favore di un'altra personaVedendo una persona cara vicina a un'altra

Una parola dell'elenco non dice tutto di te: dice come stai in questo momento. Se ti accorgi che senti tutto più forte e più a lungo di chi ti sta intorno, il test sulla persona altamente sensibile è un punto di partenza.

Quante sono le emozioni e quali sono?

Non esiste un numero unico di emozioni: dipende dall'autore e dal criterio. Plutchik ne propone otto di base, online si trovano elenchi di cinque, sei o sette, e Cowen e Keltner (2017) hanno trovato 27 categorie di esperienza emotiva dai confini sfumati. Per scrivere conta meno il numero e più avere la parola giusta.

Chi cerca «le 7 emozioni principali», «i 5 sentimenti fondamentali» o «le 27 emozioni» trova risposte diverse perché ogni elenco ha un criterio diverso.

Ekman (1992) sostiene che esistano emozioni di base, evolute per il loro valore nei compiti fondamentali della vita. Per lui ognuna ha tratti propri (segnale, fisiologia, eventi che la precedono) e tratti comuni: insorgenza rapida, breve durata, comparsa involontaria, valutazione automatica. Quali e quante siano cambia da proposta a proposta. Plutchik, per esempio, ne propone otto, e la ruota delle emozioni di Plutchik spiega come si oppongono e si mescolano; qui, invece, trovi le parole.

Cowen e Keltner (2017) sono partiti dalle persone. Hanno raccolto i resoconti degli stati emotivi provati davanti a 2.185 brevi video che evocano emozioni e hanno trovato 27 varietà di esperienza emotiva suscitate in modo affidabile da quei video: un risultato di quello studio, non un conteggio definitivo di tutte le emozioni possibili. Le categorie, come il divertimento, descrivevano l'esperienza meglio delle sole dimensioni di valenza (piacevole o spiacevole) e di attivazione, ma i confini restano sfumati: molte sono collegate da passaggi graduali, per esempio dall'ansia alla paura, all'orrore, al disgusto. Le parole che usiamo per gli stati emotivi, osservano gli autori, sono centinaia, se non migliaia.

Qual è la differenza tra emozioni, sentimenti e stati d'animo?

Per convenzione l'emozione è una reazione rapida e breve, spesso automatica; il sentimento dura di più ed è legato a una storia; lo stato d'animo è un tono di fondo, meno legato a un evento preciso. È una convenzione d'uso: gli autori usano questi termini in modi diversi, e nella vita di tutti i giorni si mescolano.

Ekman (1992) elenca, fra i tratti che le emozioni hanno in comune, insorgenza rapida, breve durata e comparsa involontaria, e sostiene che questi tratti, insieme a quelli propri di ciascuna, le distinguono da altri fenomeni affettivi. Il confine con sentimento e stato d'animo, nella tabella, è invece una schematizzazione nostra, utile per orientarsi.

TermineDi solito indicaEsempio
EmozioneReazione rapida e breve, spesso automaticaLo spavento per un rumore, la rabbia per un'ingiustizia
SentimentoEsperienza più duratura, legata a una storiaL'affetto per una persona cara, il risentimento per un torto subito
Stato d'animoTono di fondo della giornata, meno legato a un eventoUn umore grigio che dura tutto il giorno, o leggero senza un motivo

Nel diario la distinzione serve poco, e nell'elenco convivono tutte e tre: «spavento» è più vicino a un'emozione, «risentimento» a un sentimento, «malinconia» a uno stato d'animo. Scrivi la parola che suona vera e, se ti interessa, chiediti da quanto tempo c'è: è un'osservazione che allena la scrittura consapevole.

Quali sono le emozioni positive e quelle negative (o meglio piacevoli e spiacevoli)?

Le emozioni piacevoli sono, per esempio, gioia, serenità, gratitudine, orgoglio e curiosità; quelle spiacevoli tristezza, rabbia, paura, vergogna e invidia. Meglio dire piacevoli e spiacevoli che positive e negative: tutte possono portare un'informazione e nessuna è da eliminare. Il lavoro è capire che cosa ti stanno dicendo.

Chi cerca un elenco di emozioni positive di solito vuole anche l'altro lato, e il rischio è leggere «negative» come «sbagliate». Non lo sono: un'emozione spiacevole può essere utile quanto una piacevole, se la ascolti. La tabella le mette in coppia e dice che cosa possono segnalare, non che cosa devi fare.

Emozione piacevoleCosa può segnalareEmozione spiacevoleCosa può dirti
GioiaQualcosa che conta per te sta andando beneTristezzaUna perdita o una mancanza che chiede attenzione
SerenitàI bisogni principali, per ora, sono al sicuroRabbiaUn confine superato o qualcosa che senti ingiusto
OrgoglioHai fatto qualcosa che per te ha valorePauraUn pericolo, reale o immaginato, da cui proteggerti
CuriositàC'è qualcosa di nuovo che vuoi esplorareVergognaTimore dello sguardo degli altri su qualcosa di te

Scrivere anche le emozioni piacevoli dà un quadro più giusto della giornata: se vuoi allenarti a notarle, la guida su come essere felici propone pagine per questo.

Perché dare un nome alle emozioni aiuta?

Perché nominare un'emozione sembra attenuarla: in uno studio di risonanza magnetica, mettere in parole l'emozione davanti a immagini ha ridotto l'attività dell'amigdala (Lieberman e colleghi, 2007). Chi distingue meglio le emozioni spiacevoli tende anche a regolarle più spesso. Sono ricerche che mostrano associazioni, non una cura.

Lieberman e colleghi (2007) hanno studiato con la risonanza magnetica funzionale che cosa succede quando si dà un nome all'emozione davanti a immagini emotive negative. Rispetto ad altre forme di codifica, dare il nome ha diminuito la risposta dell'amigdala e di altre regioni limbiche e ha aumentato l'attività della corteccia prefrontale ventrolaterale destra, con una relazione inversa fra le due. Lo studio usava immagini, non pensieri o discussioni: non dice che funzioni allo stesso modo in un litigio.

Torre e Lieberman (2018), in una rassegna, concludono che mettere i sentimenti in parole può attenuare l'esperienza emotiva, con effetti simili a quelli della regolazione emotiva esplicita (la rivalutazione) su quattro piani: vissuto, risposte del corpo, attività cerebrale e comportamento. Per questo la descrivono come una forma di regolazione implicita; i meccanismi, aggiungono, restano in parte da chiarire.

C'è poi la capacità di distinguere fra emozioni vicine, detta granularità. Barrett e colleghi (2001) l'hanno misurata con un diario di 14 giorni e la regolazione con prove di laboratorio: chi distingueva meglio le emozioni spiacevoli (negative, nel linguaggio degli studi) risultava regolarle più spesso, soprattutto a livelli più alti di intensità emotiva. Kashdan, Barrett e McKnight (2015), in una rassegna, riportano che chi ha più granularità, davanti a un forte disagio, ricorre meno a strategie dannose come bere troppo o reagire con aggressività, mostra meno reattività cerebrale al rifiuto e ha disturbi d'ansia e depressivi meno gravi. Per gli autori, le evidenze suggeriscono che interventi per migliorare questa abilità possano ridurre i problemi psicologici e aumentare il benessere.

Sono associazioni e rassegne, non promesse: dai loro riassunti non risulta che qualcuna abbia messo alla prova un elenco come questo, e il diario di Barrett e colleghi serviva a misurare, non ad aiutare. Sono un buon motivo per cercare la parola precisa, non la prova che basti. Per allenare questa abilità più in generale, approfondisci nella guida sull'intelligenza emotiva.

Se vuoi capire da dove parti, il test sull'intelligenza emotiva comincia proprio dal riconoscere ciò che provi.

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Come usare l'elenco delle emozioni per scrivere?

Per usare l'elenco scrivendo bastano quattro esercizi: passare da una parola larga a una precisa, cercare la parola partendo dal corpo, confrontare due emozioni vicine e annotare tre parole al giorno per una settimana. Servono pochi minuti, una penna e l'elenco sotto mano. Sono una proposta pratica nostra, non il protocollo di uno studio, e non sostituiscono un professionista.

Un elenco serve se lo usi: cinque minuti, a mano o su un'app, con le tabelle aperte accanto. Scegli un esercizio per volta. Non serve scrivere bene, serve scrivere vero. Se la testa è piena, svuotala prima con un brain dump.

Se l'emozione è troppo forte per mettersi a scrivere, prima abbassa il volume: la guida su come ritrovare la calma propone tecniche brevi.

1. Dalla parola larga a quella precisa

Scrivi una parola larga che usi spesso: stress, male, strano, giù. Poi scorri la famiglia più vicina e sottolinea due o tre parole che potrebbero starci. Per ognuna scrivi una frase: mi sento... perché.... Tieni quella che suona più vera, anche se è la meno elegante.

2. Il corpo prima della parola

Prima di cercare la parola, descrivi la sensazione: dove la senti (petto, stomaco, gola, mani, spalle) e che forma ha (stretta, calda, pesante, vuota). Solo dopo cerca nelle tabelle la parola che le somiglia. Se è un buco allo stomaco e pensi al cibo, può servire la guida sulla fame emotiva.

3. Due parole vicine

Prendi due parole che si somigliano, per esempio delusione e rabbia, ansia e tristezza, colpa e vergogna, invidia e gelosia. Scrivi che cosa cambia: che cosa vorresti fare nell'uno e nell'altro caso, di che cosa avresti bisogno. Non cercare la risposta giusta: i confini fra le emozioni sono sfumati (Cowen e Keltner, 2017), e scegliere fra due parole è già un lavoro di precisione.

4. Tre parole al giorno

Per sette giorni, la sera, scrivi tre parole: una per la mattina, una per il pomeriggio, una per la sera. Una riga ciascuna, senza spiegare troppo. Al settimo giorno rileggi e sottolinea le parole che tornano: sono le tue parole di questa settimana, e dicono più di un'etichetta come «sto bene» o «sto male».

Domande pronte per il diario

  • Se dovessi dare un nome solo a come mi sento adesso, quale sarebbe?
  • Quale parola dell'elenco ho usato più spesso questa settimana?
  • Quella parola è la più precisa o solo la più comoda?
  • In quale punto del corpo la sento, e che forma ha?
  • Che cosa è successo un attimo prima che comparisse?
  • Quale parola vicina le somiglia ma non è uguale?
  • Di che cosa ho bisogno, in questo momento?
  • Quale emozione piacevole ho notato oggi e non ho scritto?
  • Quale emozione evito di nominare, e che cosa temo che succeda se la scrivo?

Un esempio di pagina

Eccone una, costruita per questa guida: non è una storia vera, serve a vedere come può essere fatta una pagina.

PassoCosa scrive
La parola larga«Giornata pesante, tanto stress.»
Dal corpoStomaco stretto, spalle alte, mascella serrata.
Parole che potrebbero starciPreoccupazione, tensione, frustrazione.
La più veraFrustrazione: la riunione è stata rimandata per la terza volta e il lavoro non si muove.
Una parola vicinaNon è rabbia, non ce l'ho con nessuno. È impazienza con un po' di scoraggiamento.
Di cosa ho bisognoUna data chiara. Domani chiedo a chi organizza.
Dopo, la seraStomaco meno stretto. Lo «stress» erano due cose che posso gestire.

Rileggi dopo una settimana, non prima: quali parole tornano? Se una ha dietro una persona precisa, la lettera che non spedirai è il passo successivo.

Quando è il caso di parlarne con un professionista?

È il caso di parlarne con un professionista quando per molto tempo non trovi parole per ciò che provi, hai l'impressione di non sentire niente o di sentire tutto troppo, o le emozioni toccano sonno, lavoro e relazioni. L'elenco aiuta a nominare, non a valutare: se ti pesa, una psicologa o uno psicologo può accompagnarti.

L'elenco e la scrittura aiutano, ma non sostituiscono un professionista. Conviene parlarne se per settimane:

  • non riesci a trovare una parola per ciò che senti, anche con l'elenco davanti;
  • hai l'impressione di non sentire niente, oppure di sentire tutto insieme e troppo;
  • le emozioni toccano il sonno, il lavoro, lo studio o le relazioni.

Conviene parlarne anche subito, senza aspettare settimane, se scrivere riporta a galla ricordi che non riesci a reggere da te. Il test sull'alessitimia ti aiuta a capire quanto ti costa riconoscere e dire ciò che provi: non è una diagnosi, ma può essere un buon punto di partenza per parlarne. Puoi partire dal medico di base, oppure cercare direttamente uno psicologo o una psicologa. Se arrivano pensieri di farti del male, non aspettare: chiedi aiuto subito al medico, al pronto soccorso o al 112.

Come ti aiuta Deva a dare un nome a quello che provi?

Un elenco ti dà le parole, ma scegliere quella giusta quando sei dentro l'emozione è la parte difficile. Deva Mastery è un'app di journaling guidato in italiano: Deva, il Tutor, ti fa una domanda alla volta, fino a cinque, per scendere verso la radice di ciò che senti. Dopo ogni diario una riflessione dà un nome all'emozione e, nel tempo, ti mostra quelle che tornano. Tra i nove Percorsi a capitoli c'è «Padroneggiare le Emozioni». Con l'account gratuito, senza carta, hai 3 diari con la riflessione e un Percorso completo. Deva non fa diagnosi e non sostituisce un professionista. Prova gratis il percorso «Padroneggiare le Emozioni».

Fonti

  • Barrett, L. F., Gross, J., Christensen, T. C., e Benvenuto, M. (2001). Knowing what you're feeling and knowing what to do about it: Mapping the relation between emotion differentiation and emotion regulation. Cognition and Emotion, 15(6), 713-724. doi.org/10.1080/02699930143000239
  • Cowen, A. S., e Keltner, D. (2017). Self-report captures 27 distinct categories of emotion bridged by continuous gradients. Proceedings of the National Academy of Sciences, 114(38), E7900-E7909. doi.org/10.1073/pnas.1702247114
  • Ekman, P. (1992). An argument for basic emotions. Cognition and Emotion, 6(3-4), 169-200. doi.org/10.1080/02699939208411068
  • Kashdan, T. B., Barrett, L. F., e McKnight, P. E. (2015). Unpacking emotion differentiation: Transforming unpleasant experience by perceiving distinctions in negativity. Current Directions in Psychological Science, 24(1), 10-16. doi.org/10.1177/0963721414550708
  • Lieberman, M. D., Eisenberger, N. I., Crockett, M. J., Tom, S. M., Pfeifer, J. H., e Way, B. M. (2007). Putting feelings into words: Affect labeling disrupts amygdala activity in response to affective stimuli. Psychological Science, 18(5), 421-428. doi.org/10.1111/j.1467-9280.2007.01916.x
  • Torre, J. B., e Lieberman, M. D. (2018). Putting feelings into words: Affect labeling as implicit emotion regulation. Emotion Review, 10(2), 116-124. doi.org/10.1177/1754073917742706

Domande frequenti

Quali sono le 27 emozioni?

Sono le 27 categorie di esperienza emotiva che Cowen e Keltner (2017) hanno trovato analizzando come le persone descrivevano ciò che provavano davanti a 2.185 brevi video. Non è un elenco da imparare a memoria: molte categorie sono collegate da passaggi graduali, per esempio dall'ansia alla paura, all'orrore e al disgusto, e i confini restano sfumati.

Quali sono le 7 emozioni principali?

Non esiste un elenco di sette emozioni valido per tutti: online se ne trovano di cinque, sei, sette o otto, secondo l'autore e il criterio. Per scrivere conviene partire da poche famiglie larghe (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto, sorpresa) e scendere verso la parola più precisa, come nelle tabelle di questa pagina.

Quali sono le emozioni positive?

Quelle piacevoli: gioia, serenità, contentezza, entusiasmo, sollievo, orgoglio, gratitudine, divertimento, speranza, affetto. Meglio chiamarle piacevoli che positive, perché anche le emozioni spiacevoli, come tristezza e rabbia, hanno una funzione e non vanno cancellate. Le trovi nelle tabelle della gioia e dell'amore, e puoi aggiungere le tue parole.

Qual è la differenza tra emozione e sentimento?

Per convenzione l'emozione è una reazione rapida e breve, spesso automatica, mentre il sentimento dura di più ed è legato a una storia. Gli autori però usano i due termini in modi diversi, e parlando si scambiano. Per il diario conta poco: scrivi la parola che suona più vera, senza fermarti sull'etichetta.

Quali sono le emozioni primarie?

Dipende dal modello. Nella ruota di Plutchik sono otto, ognuna in tre intensità; Ekman (1992) parla di emozioni di base con tratti propri e comuni, e altri autori propongono elenchi diversi. Per le primarie e la ruota di Plutchik c'è una guida dedicata: questa pagina non stabilisce quali siano, serve a trovare le parole per scrivere, dalla più larga alla più precisa.

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