Elenco delle emozioni: parole per dare un nome a ciò che provi
Un elenco di emozioni e sentimenti raggruppati per famiglia, con il significato di ciascuno, per trovare la parola giusta quando senti qualcosa e non sai come chiamarlo.
Guida divulgativa: non è una diagnosi e non sostituisce il parere di uno psicologo o di un medico.

Un elenco delle emozioni è un vocabolario per dare un nome a ciò che provi. Non ne esiste uno solo, perché il numero dipende dall'autore e dal criterio (online se ne trovano da cinque a otto, una ricerca ne ha trovate 27): qui ne trovi uno di circa novanta parole, in nove famiglie, ognuna con il suo significato e una situazione in cui può comparire. Non è una classificazione scientifica, ma uno strumento pratico per quando senti qualcosa e non sai come chiamarlo. Dare un nome preciso può aiutare a capire e, secondo alcuni studi, ad attenuare l'emozione. Dopo l'elenco trovi quattro esercizi di scrittura, domande pronte e una pagina d'esempio.
Qual è l'elenco completo delle emozioni e dei sentimenti?
L'elenco qui sotto raccoglie circa novanta emozioni e sentimenti in nove famiglie: gioia, tristezza, rabbia, paura, vergogna e colpa, disgusto, sorpresa, amore, invidia e gelosia. Ogni parola ha un significato e una situazione in cui può comparire. È un elenco pratico e nostro, non una classificazione scientifica: altri autori ne farebbero uno diverso.
Come si usa: cerca la famiglia più vicina a ciò che senti e fermati sulla riga che suona vera. Dove ha senso, le parole vanno dalla più lieve alla più forte. Alcune stanno bene in più famiglie (la delusione sta fra tristezza e rabbia), e se la tua parola non c'è, aggiungila. Se vuoi usare le emozioni ogni giorno, il metodo completo è nella guida al diario delle emozioni.
Gioia e stati piacevoli
Dal lieve al forte: contentezza, gioia, euforia. Vale la pena scriverle anche quando tutto va bene: un diario della gratitudine aiuta a tenerle.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Contentezza | Soddisfazione tranquilla per come vanno le cose | Dopo una giornata riuscita |
| Serenità | Pace di fondo, senza fretta e senza pensieri pesanti | Una domenica senza impegni |
| Sollievo | Il peso che si scioglie quando un pericolo passa | Dopo aver saputo che è andato tutto bene |
| Gratitudine | Riconoscere il valore di ciò che hai ricevuto | Quando una persona ti è stata vicina |
| Divertimento | Leggerezza che porta a ridere e a giocare | Una serata fra persone care |
| Orgoglio | Soddisfazione per qualcosa che hai fatto o scelto | Dopo un traguardo raggiunto con fatica |
| Speranza | Fiducia che qualcosa di buono possa arrivare | Mentre aspetti una risposta importante |
| Entusiasmo | Slancio acceso verso qualcosa che ti attira | All'inizio di un progetto nuovo |
| Gioia | Piacere pieno, che si sente anche nel corpo | Dopo una bella notizia |
| Euforia | Energia alta e leggera, quasi senza freni | Quando arriva ciò che aspettavi |
Tristezza, solitudine e mancanza
Dal lieve al forte: malinconia, tristezza, dolore. Se la perdita è grande, la guida su come scrivere per elaborare un lutto ha pagine pensate per quel momento.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Malinconia | Tristezza lieve e sfumata, spesso senza un motivo preciso | Una sera di pioggia, senza sapere perché |
| Nostalgia | Desiderio di un tempo o di un luogo lontani | Ascoltando una canzone di quegli anni |
| Delusione | Ciò che speravi non si è avverato | Dopo una risposta diversa da quella attesa |
| Tristezza | Peso nel petto per una perdita, grande o piccola | Quando finisce qualcosa che contava |
| Rimpianto | Pensare a ciò che avresti potuto fare | Ripensando a un'occasione lasciata passare |
| Scoraggiamento | Sensazione che riprovarci non valga la pena | Dopo molti tentativi senza risultato |
| Sconforto | Tristezza che toglie energie e idee | Dopo una brutta notizia |
| Rassegnazione | Smettere di aspettarsi che le cose cambino | Davanti a una situazione che si ripete da tempo |
| Solitudine | Sentire la mancanza di qualcuno con cui condividere | In una città nuova, senza conoscenti |
| Mancanza | Il posto vuoto lasciato da una persona o da un'abitudine | La prima volta senza una persona cara |
| Vuoto | Sensazione di non avere niente dentro, come una stanza vuota | Dopo un periodo molto intenso |
| Dolore | Tristezza profonda, che fa male davvero | Dopo una perdita importante |
Rabbia
Dal lieve al forte: fastidio → rabbia → furia. Per portarla sulla pagina senza esplodere c'è la guida per gestire la rabbia scrivendo.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Fastidio | Irritazione leggera che punge senza esplodere | Per un rumore o una frase di troppo |
| Irritazione | Nervosismo che sale quando qualcosa si ripete | Per un'attesa che si allunga |
| Impazienza | Voglia che le cose accadano più in fretta | In coda o in attesa di una risposta |
| Frustrazione | Rabbia di chi trova un ostacolo sulla propria strada | Quando un progetto non avanza |
| Esasperazione | Pazienza finita dopo troppe volte | Quando la stessa cosa si ripete da mesi |
| Risentimento | Rabbia vecchia, rimasta dentro senza trovare voce | Ripensando a un torto mai chiarito |
| Rabbia | Energia forte contro ciò che senti ingiusto | Quando un tuo confine viene superato |
| Indignazione | Rabbia per un'ingiustizia, anche se colpisce altri | Davanti a un comportamento scorretto |
| Ostilità | Atteggiamento duro e chiuso verso qualcuno | Con chi ti ha fatto un torto da poco |
| Furia | Rabbia al massimo, che spinge ad agire prima di pensare | Dopo un affronto grave |
Paura e ansia
Dal lieve al forte: preoccupazione → paura → terrore. Quando la preoccupazione non si spegne, approfondisci nella guida sugli stati d'ansia.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Preoccupazione | Pensiero che torna su ciò che potrebbe andare storto | La sera prima di un esame |
| Inquietudine | Disagio di fondo, senza un motivo preciso | Una sensazione strana prima di dormire |
| Tensione | Corpo e mente tirati come una corda | Prima di una conversazione difficile |
| Timore | Paura lieve verso qualcosa che potrebbe accadere | Di fronte a una scelta importante |
| Ansia | Mente proiettata avanti, che immagina scenari peggiori | Mentre aspetti un risultato |
| Agitazione | Bisogno di muoversi senza riuscire a rilassarti | Con troppe cose in sospeso |
| Insicurezza | Dubbio sulle proprie capacità, che rende incerto ogni passo | In un ambiente nuovo |
| Smarrimento | Non sapere dove andare né cosa fare | Dopo un cambiamento improvviso |
| Paura | Allarme che ti dice di proteggerti da un pericolo | Davanti a qualcosa che sembra minaccioso |
| Spavento | Paura improvvisa e breve, che fa trasalire | Per un rumore forte alle spalle |
| Terrore | Paura enorme, che blocca o spinge a scappare | In un'emergenza improvvisa |
Vergogna e colpa
Di solito la vergogna riguarda ciò che senti di essere, la colpa ciò che hai fatto. Se la colpa pesa, c'è la guida sul senso di colpa.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Imbarazzo | Disagio per l'attenzione degli altri su di te | Dopo una gaffe in pubblico |
| Vergogna | Sensazione che qualcosa di te sia da nascondere | Dopo un errore visto da tutti |
| Umiliazione | Vergogna forte quando qualcuno ti svaluta davanti ad altri | Dopo una battuta pesante in gruppo |
| Mortificazione | Imbarazzo forte per uno sbaglio notato da altri | Quando un errore viene sottolineato |
| Inadeguatezza | Impressione di non essere all'altezza | Confrontandoti con chi sembra più bravo |
| Senso di fallimento | Impressione di non avercela fatta | Dopo un obiettivo mancato |
| Scrupolo | Dubbio di aver sbagliato nei confronti di qualcuno | Dopo aver detto di no |
| Colpa | Convinzione di aver fatto qualcosa che non andava | Dopo aver ferito una persona |
| Pentimento | Dispiacere per una scelta e voglia di cambiarla | Dopo una decisione presa in fretta |
| Rimorso | Colpa che pesa e chiede di rimediare | Ripensando a una frase detta male |
Disgusto e disprezzo
Dal lieve al forte: noia, disgusto, ribrezzo. Di solito segnalano un confine: qualcosa che non vuoi vicino.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Noia | Mancanza di stimoli: il tempo sembra non passare mai | Una riunione che non finisce |
| Insofferenza | Non riuscire più a tollerare qualcosa | Con un'abitudine che si ripete ogni giorno |
| Avversione | Rifiuto netto verso qualcosa o qualcuno | Davanti a un modo di fare che non sopporti |
| Disapprovazione | Giudizio negativo su ciò che altri dicono o fanno | Sentendo una battuta fuori luogo |
| Disgusto | Rifiuto che sale dallo stomaco, per cibi o comportamenti | Davanti a qualcosa di sporco o scorretto |
| Sdegno | Disapprovazione forte per ciò che ritieni indegno | Davanti a una scorrettezza grave |
| Disprezzo | Giudizio duro su qualcuno, a cui non riconosci più alcun valore | Verso chi ha tradito una fiducia |
| Ribrezzo | Disgusto al massimo, con rifiuto totale | Davanti a un gesto crudele |
Sorpresa e curiosità
Sono le emozioni dell'inatteso e del nuovo, e possono scivolare verso il piacere o verso la paura. Notare in quale direzione vanno è già un'informazione.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Interesse | Attenzione che si volge con piacere verso qualcosa | Aprendo un libro che incuriosisce |
| Curiosità | Voglia di sapere e di scoprire di più | Davanti a una porta socchiusa |
| Attesa | Tendere verso ciò che sta per arrivare | La sera prima di un viaggio |
| Eccitazione | Energia di chi si prepara a qualcosa di nuovo | Un'ora prima di un evento atteso |
| Sorpresa | Scarto improvviso fra ciò che ti aspettavi e ciò che accade | Un messaggio inatteso |
| Stupore | Sorpresa che lascia senza parole | Davanti a un risultato mai previsto |
| Meraviglia | Stupore carico di bellezza o di grandezza | Sotto un cielo pieno di stelle |
| Perplessità | Dubbio di chi non capisce come stanno le cose | Davanti a un comportamento che non torna |
| Incredulità | Difficoltà a credere a ciò che vedi o senti | Davanti a una notizia incredibile |
Amore e legame
Qui stanno le parole dei legami, da quelle leggere a quelle profonde. Se la vicinanza ti spaventa, leggi la guida sulla paura di innamorarsi.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Simpatia | Piacere leggero nello stare con qualcuno | Con una persona appena conosciuta |
| Affetto | Calore costante verso chi ti sta a cuore | Con una persona che conosci da anni |
| Fiducia | Sentire di poter abbassare la guardia | Con chi è stato coerente nel tempo |
| Appartenenza | Sentire di avere un posto fra le persone | In un gruppo in cui ti riconosci |
| Tenerezza | Affetto morbido, che vuole proteggere e accarezzare | Guardando qualcuno che dorme |
| Empatia | Capire e in parte sentire ciò che prova un'altra persona, sapendo che è suo | Ascoltando il dolore di una persona cara |
| Compassione | Desiderio di alleviare la sofferenza di qualcuno | Davanti a una persona in difficoltà |
| Ammirazione | Stima calda per le qualità di qualcuno | Davanti a un talento o a un coraggio |
| Attrazione | Spinta ad avvicinarti a una persona | Ai primi incontri |
| Innamoramento | Emozione intensa che mette l'altra persona al centro | All'inizio di una storia |
| Amore | Legame profondo che unisce cura, scelta e tempo | Dopo anni di vita condivisa |
Invidia e gelosia
Spesso si fa fatica ad ammetterle, e proprio per questo vale la pena nominarle. Se compaiono in coppia, la guida sull'insicurezza in amore aiuta a capire cosa c'è sotto.
| Emozione | Cosa vuol dire | Quando può comparire |
|---|---|---|
| Insoddisfazione | Sensazione che ciò che hai non basti | Dopo aver confrontato la tua vita con altre |
| Esclusione | Impressione che il gruppo ti lasci fuori | Vedendo le foto di un evento senza invito |
| Inferiorità | Impressione di valere meno di altre persone | Guardando vite che sembrano perfette |
| Emulazione | Desiderio di raggiungere ciò che ammiri in qualcuno | Davanti a chi ce l'ha fatta |
| Rivalità | Spinta a misurarti con un'altra persona | In una gara o in una selezione |
| Brama | Desiderio acceso di avere ciò che altri hanno | Davanti a un'occasione che altri hanno ottenuto |
| Invidia | Dolore o rabbia per ciò che un'altra persona ha e a te manca | Davanti al successo di chi lavora con te |
| Sospetto | Dubbio che l'altra persona nasconda qualcosa | Davanti a un messaggio non spiegato |
| Gelosia | Timore di perdere qualcuno a favore di un'altra persona | Vedendo una persona cara vicina a un'altra |
Una parola dell'elenco non dice tutto di te: dice come stai in questo momento. Se ti accorgi che senti tutto più forte e più a lungo di chi ti sta intorno, il test sulla persona altamente sensibile è un punto di partenza.
Quante sono le emozioni e quali sono?
Non esiste un numero unico di emozioni: dipende dall'autore e dal criterio. Plutchik ne propone otto di base, online si trovano elenchi di cinque, sei o sette, e Cowen e Keltner (2017) hanno trovato 27 categorie di esperienza emotiva dai confini sfumati. Per scrivere conta meno il numero e più avere la parola giusta.
Chi cerca «le 7 emozioni principali», «i 5 sentimenti fondamentali» o «le 27 emozioni» trova risposte diverse perché ogni elenco ha un criterio diverso.
Ekman (1992) sostiene che esistano emozioni di base, evolute per il loro valore nei compiti fondamentali della vita. Per lui ognuna ha tratti propri (segnale, fisiologia, eventi che la precedono) e tratti comuni: insorgenza rapida, breve durata, comparsa involontaria, valutazione automatica. Quali e quante siano cambia da proposta a proposta. Plutchik, per esempio, ne propone otto, e la ruota delle emozioni di Plutchik spiega come si oppongono e si mescolano; qui, invece, trovi le parole.
Cowen e Keltner (2017) sono partiti dalle persone. Hanno raccolto i resoconti degli stati emotivi provati davanti a 2.185 brevi video che evocano emozioni e hanno trovato 27 varietà di esperienza emotiva suscitate in modo affidabile da quei video: un risultato di quello studio, non un conteggio definitivo di tutte le emozioni possibili. Le categorie, come il divertimento, descrivevano l'esperienza meglio delle sole dimensioni di valenza (piacevole o spiacevole) e di attivazione, ma i confini restano sfumati: molte sono collegate da passaggi graduali, per esempio dall'ansia alla paura, all'orrore, al disgusto. Le parole che usiamo per gli stati emotivi, osservano gli autori, sono centinaia, se non migliaia.
Qual è la differenza tra emozioni, sentimenti e stati d'animo?
Per convenzione l'emozione è una reazione rapida e breve, spesso automatica; il sentimento dura di più ed è legato a una storia; lo stato d'animo è un tono di fondo, meno legato a un evento preciso. È una convenzione d'uso: gli autori usano questi termini in modi diversi, e nella vita di tutti i giorni si mescolano.
Ekman (1992) elenca, fra i tratti che le emozioni hanno in comune, insorgenza rapida, breve durata e comparsa involontaria, e sostiene che questi tratti, insieme a quelli propri di ciascuna, le distinguono da altri fenomeni affettivi. Il confine con sentimento e stato d'animo, nella tabella, è invece una schematizzazione nostra, utile per orientarsi.
| Termine | Di solito indica | Esempio |
|---|---|---|
| Emozione | Reazione rapida e breve, spesso automatica | Lo spavento per un rumore, la rabbia per un'ingiustizia |
| Sentimento | Esperienza più duratura, legata a una storia | L'affetto per una persona cara, il risentimento per un torto subito |
| Stato d'animo | Tono di fondo della giornata, meno legato a un evento | Un umore grigio che dura tutto il giorno, o leggero senza un motivo |
Nel diario la distinzione serve poco, e nell'elenco convivono tutte e tre: «spavento» è più vicino a un'emozione, «risentimento» a un sentimento, «malinconia» a uno stato d'animo. Scrivi la parola che suona vera e, se ti interessa, chiediti da quanto tempo c'è: è un'osservazione che allena la scrittura consapevole.
Quali sono le emozioni positive e quelle negative (o meglio piacevoli e spiacevoli)?
Le emozioni piacevoli sono, per esempio, gioia, serenità, gratitudine, orgoglio e curiosità; quelle spiacevoli tristezza, rabbia, paura, vergogna e invidia. Meglio dire piacevoli e spiacevoli che positive e negative: tutte possono portare un'informazione e nessuna è da eliminare. Il lavoro è capire che cosa ti stanno dicendo.
Chi cerca un elenco di emozioni positive di solito vuole anche l'altro lato, e il rischio è leggere «negative» come «sbagliate». Non lo sono: un'emozione spiacevole può essere utile quanto una piacevole, se la ascolti. La tabella le mette in coppia e dice che cosa possono segnalare, non che cosa devi fare.
| Emozione piacevole | Cosa può segnalare | Emozione spiacevole | Cosa può dirti |
|---|---|---|---|
| Gioia | Qualcosa che conta per te sta andando bene | Tristezza | Una perdita o una mancanza che chiede attenzione |
| Serenità | I bisogni principali, per ora, sono al sicuro | Rabbia | Un confine superato o qualcosa che senti ingiusto |
| Orgoglio | Hai fatto qualcosa che per te ha valore | Paura | Un pericolo, reale o immaginato, da cui proteggerti |
| Curiosità | C'è qualcosa di nuovo che vuoi esplorare | Vergogna | Timore dello sguardo degli altri su qualcosa di te |
Scrivere anche le emozioni piacevoli dà un quadro più giusto della giornata: se vuoi allenarti a notarle, la guida su come essere felici propone pagine per questo.
Perché dare un nome alle emozioni aiuta?
Perché nominare un'emozione sembra attenuarla: in uno studio di risonanza magnetica, mettere in parole l'emozione davanti a immagini ha ridotto l'attività dell'amigdala (Lieberman e colleghi, 2007). Chi distingue meglio le emozioni spiacevoli tende anche a regolarle più spesso. Sono ricerche che mostrano associazioni, non una cura.
Lieberman e colleghi (2007) hanno studiato con la risonanza magnetica funzionale che cosa succede quando si dà un nome all'emozione davanti a immagini emotive negative. Rispetto ad altre forme di codifica, dare il nome ha diminuito la risposta dell'amigdala e di altre regioni limbiche e ha aumentato l'attività della corteccia prefrontale ventrolaterale destra, con una relazione inversa fra le due. Lo studio usava immagini, non pensieri o discussioni: non dice che funzioni allo stesso modo in un litigio.
Torre e Lieberman (2018), in una rassegna, concludono che mettere i sentimenti in parole può attenuare l'esperienza emotiva, con effetti simili a quelli della regolazione emotiva esplicita (la rivalutazione) su quattro piani: vissuto, risposte del corpo, attività cerebrale e comportamento. Per questo la descrivono come una forma di regolazione implicita; i meccanismi, aggiungono, restano in parte da chiarire.
C'è poi la capacità di distinguere fra emozioni vicine, detta granularità. Barrett e colleghi (2001) l'hanno misurata con un diario di 14 giorni e la regolazione con prove di laboratorio: chi distingueva meglio le emozioni spiacevoli (negative, nel linguaggio degli studi) risultava regolarle più spesso, soprattutto a livelli più alti di intensità emotiva. Kashdan, Barrett e McKnight (2015), in una rassegna, riportano che chi ha più granularità, davanti a un forte disagio, ricorre meno a strategie dannose come bere troppo o reagire con aggressività, mostra meno reattività cerebrale al rifiuto e ha disturbi d'ansia e depressivi meno gravi. Per gli autori, le evidenze suggeriscono che interventi per migliorare questa abilità possano ridurre i problemi psicologici e aumentare il benessere.
Sono associazioni e rassegne, non promesse: dai loro riassunti non risulta che qualcuna abbia messo alla prova un elenco come questo, e il diario di Barrett e colleghi serviva a misurare, non ad aiutare. Sono un buon motivo per cercare la parola precisa, non la prova che basti. Per allenare questa abilità più in generale, approfondisci nella guida sull'intelligenza emotiva.
Se vuoi capire da dove parti, il test sull'intelligenza emotiva comincia proprio dal riconoscere ciò che provi.
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Come usare l'elenco delle emozioni per scrivere?
Per usare l'elenco scrivendo bastano quattro esercizi: passare da una parola larga a una precisa, cercare la parola partendo dal corpo, confrontare due emozioni vicine e annotare tre parole al giorno per una settimana. Servono pochi minuti, una penna e l'elenco sotto mano. Sono una proposta pratica nostra, non il protocollo di uno studio, e non sostituiscono un professionista.
Un elenco serve se lo usi: cinque minuti, a mano o su un'app, con le tabelle aperte accanto. Scegli un esercizio per volta. Non serve scrivere bene, serve scrivere vero. Se la testa è piena, svuotala prima con un brain dump.
Se l'emozione è troppo forte per mettersi a scrivere, prima abbassa il volume: la guida su come ritrovare la calma propone tecniche brevi.
1. Dalla parola larga a quella precisa
Scrivi una parola larga che usi spesso: stress, male, strano, giù. Poi scorri la famiglia più vicina e sottolinea due o tre parole che potrebbero starci. Per ognuna scrivi una frase: mi sento... perché.... Tieni quella che suona più vera, anche se è la meno elegante.
2. Il corpo prima della parola
Prima di cercare la parola, descrivi la sensazione: dove la senti (petto, stomaco, gola, mani, spalle) e che forma ha (stretta, calda, pesante, vuota). Solo dopo cerca nelle tabelle la parola che le somiglia. Se è un buco allo stomaco e pensi al cibo, può servire la guida sulla fame emotiva.
3. Due parole vicine
Prendi due parole che si somigliano, per esempio delusione e rabbia, ansia e tristezza, colpa e vergogna, invidia e gelosia. Scrivi che cosa cambia: che cosa vorresti fare nell'uno e nell'altro caso, di che cosa avresti bisogno. Non cercare la risposta giusta: i confini fra le emozioni sono sfumati (Cowen e Keltner, 2017), e scegliere fra due parole è già un lavoro di precisione.
4. Tre parole al giorno
Per sette giorni, la sera, scrivi tre parole: una per la mattina, una per il pomeriggio, una per la sera. Una riga ciascuna, senza spiegare troppo. Al settimo giorno rileggi e sottolinea le parole che tornano: sono le tue parole di questa settimana, e dicono più di un'etichetta come «sto bene» o «sto male».
Domande pronte per il diario
- Se dovessi dare un nome solo a come mi sento adesso, quale sarebbe?
- Quale parola dell'elenco ho usato più spesso questa settimana?
- Quella parola è la più precisa o solo la più comoda?
- In quale punto del corpo la sento, e che forma ha?
- Che cosa è successo un attimo prima che comparisse?
- Quale parola vicina le somiglia ma non è uguale?
- Di che cosa ho bisogno, in questo momento?
- Quale emozione piacevole ho notato oggi e non ho scritto?
- Quale emozione evito di nominare, e che cosa temo che succeda se la scrivo?
Un esempio di pagina
Eccone una, costruita per questa guida: non è una storia vera, serve a vedere come può essere fatta una pagina.
| Passo | Cosa scrive |
|---|---|
| La parola larga | «Giornata pesante, tanto stress.» |
| Dal corpo | Stomaco stretto, spalle alte, mascella serrata. |
| Parole che potrebbero starci | Preoccupazione, tensione, frustrazione. |
| La più vera | Frustrazione: la riunione è stata rimandata per la terza volta e il lavoro non si muove. |
| Una parola vicina | Non è rabbia, non ce l'ho con nessuno. È impazienza con un po' di scoraggiamento. |
| Di cosa ho bisogno | Una data chiara. Domani chiedo a chi organizza. |
| Dopo, la sera | Stomaco meno stretto. Lo «stress» erano due cose che posso gestire. |
Rileggi dopo una settimana, non prima: quali parole tornano? Se una ha dietro una persona precisa, la lettera che non spedirai è il passo successivo.
Quando è il caso di parlarne con un professionista?
È il caso di parlarne con un professionista quando per molto tempo non trovi parole per ciò che provi, hai l'impressione di non sentire niente o di sentire tutto troppo, o le emozioni toccano sonno, lavoro e relazioni. L'elenco aiuta a nominare, non a valutare: se ti pesa, una psicologa o uno psicologo può accompagnarti.
L'elenco e la scrittura aiutano, ma non sostituiscono un professionista. Conviene parlarne se per settimane:
- non riesci a trovare una parola per ciò che senti, anche con l'elenco davanti;
- hai l'impressione di non sentire niente, oppure di sentire tutto insieme e troppo;
- le emozioni toccano il sonno, il lavoro, lo studio o le relazioni.
Conviene parlarne anche subito, senza aspettare settimane, se scrivere riporta a galla ricordi che non riesci a reggere da te. Il test sull'alessitimia ti aiuta a capire quanto ti costa riconoscere e dire ciò che provi: non è una diagnosi, ma può essere un buon punto di partenza per parlarne. Puoi partire dal medico di base, oppure cercare direttamente uno psicologo o una psicologa. Se arrivano pensieri di farti del male, non aspettare: chiedi aiuto subito al medico, al pronto soccorso o al 112.
Come ti aiuta Deva a dare un nome a quello che provi?
Un elenco ti dà le parole, ma scegliere quella giusta quando sei dentro l'emozione è la parte difficile. Deva Mastery è un'app di journaling guidato in italiano: Deva, il Tutor, ti fa una domanda alla volta, fino a cinque, per scendere verso la radice di ciò che senti. Dopo ogni diario una riflessione dà un nome all'emozione e, nel tempo, ti mostra quelle che tornano. Tra i nove Percorsi a capitoli c'è «Padroneggiare le Emozioni». Con l'account gratuito, senza carta, hai 3 diari con la riflessione e un Percorso completo. Deva non fa diagnosi e non sostituisce un professionista. Prova gratis il percorso «Padroneggiare le Emozioni».
Fonti
- Barrett, L. F., Gross, J., Christensen, T. C., e Benvenuto, M. (2001). Knowing what you're feeling and knowing what to do about it: Mapping the relation between emotion differentiation and emotion regulation. Cognition and Emotion, 15(6), 713-724. doi.org/10.1080/02699930143000239
- Cowen, A. S., e Keltner, D. (2017). Self-report captures 27 distinct categories of emotion bridged by continuous gradients. Proceedings of the National Academy of Sciences, 114(38), E7900-E7909. doi.org/10.1073/pnas.1702247114
- Ekman, P. (1992). An argument for basic emotions. Cognition and Emotion, 6(3-4), 169-200. doi.org/10.1080/02699939208411068
- Kashdan, T. B., Barrett, L. F., e McKnight, P. E. (2015). Unpacking emotion differentiation: Transforming unpleasant experience by perceiving distinctions in negativity. Current Directions in Psychological Science, 24(1), 10-16. doi.org/10.1177/0963721414550708
- Lieberman, M. D., Eisenberger, N. I., Crockett, M. J., Tom, S. M., Pfeifer, J. H., e Way, B. M. (2007). Putting feelings into words: Affect labeling disrupts amygdala activity in response to affective stimuli. Psychological Science, 18(5), 421-428. doi.org/10.1111/j.1467-9280.2007.01916.x
- Torre, J. B., e Lieberman, M. D. (2018). Putting feelings into words: Affect labeling as implicit emotion regulation. Emotion Review, 10(2), 116-124. doi.org/10.1177/1754073917742706
Domande frequenti
Quali sono le 27 emozioni?
Sono le 27 categorie di esperienza emotiva che Cowen e Keltner (2017) hanno trovato analizzando come le persone descrivevano ciò che provavano davanti a 2.185 brevi video. Non è un elenco da imparare a memoria: molte categorie sono collegate da passaggi graduali, per esempio dall'ansia alla paura, all'orrore e al disgusto, e i confini restano sfumati.
Quali sono le 7 emozioni principali?
Non esiste un elenco di sette emozioni valido per tutti: online se ne trovano di cinque, sei, sette o otto, secondo l'autore e il criterio. Per scrivere conviene partire da poche famiglie larghe (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto, sorpresa) e scendere verso la parola più precisa, come nelle tabelle di questa pagina.
Quali sono le emozioni positive?
Quelle piacevoli: gioia, serenità, contentezza, entusiasmo, sollievo, orgoglio, gratitudine, divertimento, speranza, affetto. Meglio chiamarle piacevoli che positive, perché anche le emozioni spiacevoli, come tristezza e rabbia, hanno una funzione e non vanno cancellate. Le trovi nelle tabelle della gioia e dell'amore, e puoi aggiungere le tue parole.
Qual è la differenza tra emozione e sentimento?
Per convenzione l'emozione è una reazione rapida e breve, spesso automatica, mentre il sentimento dura di più ed è legato a una storia. Gli autori però usano i due termini in modi diversi, e parlando si scambiano. Per il diario conta poco: scrivi la parola che suona più vera, senza fermarti sull'etichetta.
Quali sono le emozioni primarie?
Dipende dal modello. Nella ruota di Plutchik sono otto, ognuna in tre intensità; Ekman (1992) parla di emozioni di base con tratti propri e comuni, e altri autori propongono elenchi diversi. Per le primarie e la ruota di Plutchik c'è una guida dedicata: questa pagina non stabilisce quali siano, serve a trovare le parole per scrivere, dalla più larga alla più precisa.
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