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Test enneagramma: quale dei 9 tipi di personalità sei?

Ventisette affermazioni per scoprire quale dei 9 tipi dell'enneagramma ti somiglia di più, con onestà su cosa può dirti e cosa no. Risultato subito, senza registrazione.

Inizia il test gratis · 4 min →
Di Sara·6 fonti verificate

Guida divulgativa: non è una diagnosi e non sostituisce il parere di uno psicologo o di un medico.

Test enneagramma: quale dei 9 tipi di personalità sei?
Test gratuito · 4 minuti · 27 domande

Test enneagramma

Ventisette affermazioni su ciò che ti muove, ciò che temi e come reagisci sotto pressione: il test le confronta con i nove tipi dell'enneagramma e mostra quale ti somiglia di più.

  • Risultato subito, senza registrazione
  • Rispondi d'istinto: non ci sono risposte giuste
In breve

Il test enneagramma ti dice quale dei nove tipi di personalità ti somiglia di più, in base a ciò che ti muove e a ciò che temi. Qui sopra trovi 27 affermazioni originali, scritte per Deva, con il risultato subito e senza registrazione. L'enneagramma è un modello per riflettere su di te, non una misura scientifica: le prove sulla sua affidabilità sono miste, e per ali e frecce sono poche. Considera il tuo tipo un'ipotesi da verificare nella vita di ogni giorno, per esempio scrivendo. Non è una diagnosi.

Cos'è l'enneagramma e da dove viene?

L'enneagramma è un modello che descrive nove tipi di personalità, ognuno con un desiderio e una paura di fondo. La figura a nove punte arrivò in Occidente con Gurdjieff, mentre i nove tipi si devono a Oscar Ichazo e a Claudio Naranjo, tra gli anni Sessanta e Settanta. Non nasce dalla ricerca accademica.

Il nome viene dal greco: ennea vuol dire nove, gramma segno. È un cerchio con nove punti numerati, uniti da linee che formano un triangolo e una figura irregolare a sei lati. Come ogni strumento per conoscersi, funziona se lo usi per farti delle domande. Per vedere come si colloca fra gli altri strumenti, parti dalla guida su come conoscere se stessi.

Il primo nome che si incontra è Gurdjieff, maestro spirituale di origine greco-armena. Nei primi decenni del Novecento usò la figura a nove punte per spiegare processi e movimenti, non per classificare le persone. Chi cerca «enneagramma Gurdjieff» trova quindi l'origine del simbolo, non quella dei tipi.

I tipi arrivano dopo. Oscar Ichazo, filosofo nato in Bolivia, descrisse nella sua scuola in Cile nove «fissazioni» dell'ego e le collocò sui nove punti del cerchio. Nel 1970 lo psichiatra cileno Claudio Naranjo studiò con lui e poi, in California, cominciò a insegnare il sistema collegandolo alla psicologia del suo tempo. Il suo libro principale sul tema è Character and Neurosis (Naranjo, 1994). Se cercavi «enneagramma Naranjo», la storia è questa.

Da lì il modello è passato di insegnante in allievo, in corsi e libri, fino alle versioni più diffuse, come quella di Riso e Hudson (1999). Questo spiega due cose. I nomi dei tipi cambiano da un autore all'altro, e per questo conta il numero. E l'enneagramma non nasce in laboratorio: la ricerca è arrivata dopo e non lo conferma del tutto, come vedi più sotto.

Quali sono i 9 tipi dell'enneagramma?

I nove tipi sono: 1 il Perfezionista, 2 l'Altruista, 3 il Realizzatore, 4 il Romantico, 5 l'Osservatore, 6 il Leale, 7 l'Entusiasta, 8 il Leader e 9 il Mediatore. Ognuno ha un desiderio che lo muove e una paura che lo frena. I nomi cambiano da un autore all'altro: quello che resta fisso è il numero.

Nella versione più diffusa, quella di Riso e Hudson (1999), ogni tipo ha un desiderio di fondo e una paura di fondo. La tabella li riassume in poche parole, con un'indicazione su cosa lavorare. Servono a riconoscere un'aria di famiglia, non a trovare la tua etichetta.

TipoCosa lo muovePaura di fondoSu cosa lavorare
1, il PerfezionistaFare le cose nel modo giusto, essere una persona correttaSbagliare, avere un difettoAmmorbidire il critico interiore e accettare l'imperfezione
2, l'AltruistaSentirsi amati rendendosi utiliRestare senza affetto se si smette di servireRiconoscere i propri bisogni e imparare a dire di no
3, il RealizzatoreRiuscire e ricevere riconoscimento per i risultatiValere poco senza successoSeparare il proprio valore dai risultati, partendo dal test sull'autostima
4, il RomanticoSentirsi autentici e unici, dare un senso a ciò che si provaNon avere un'identità o un significato propriSmettere di paragonarsi agli altri e dare valore all'ordinario
5, l'OsservatoreCapire, essere competenti e indipendentiEssere sopraffatti dalle richieste o incapaciCondividere ciò che si sa e dare un nome a ciò che si prova, con il test di intelligenza emotiva
6, il LealeSentirsi al sicuro e sostenutiRestare senza sostegno né guidaFidarsi del proprio giudizio e smettere di pensare troppo agli scenari peggiori
7, l'EntusiastaStare bene, vivere esperienze, tenere aperte le possibilitàRestare in trappola nel dolore o nella privazioneRestare nelle emozioni difficili, anche con un diario delle emozioni
8, il LeaderProteggersi e avere il controllo della propria vitaEssere controllati o feriti da chi ha più potereMostrare la vulnerabilità e dosare la forza, con l'assertività
9, il MediatorePace interiore e armonia con gli altriConflitto, perdita e separazioneCapire e dire cosa si vuole, partendo da come capire cosa vuoi

Nessun tipo è migliore degli altri: ognuno ha una forza e un punto cieco. Se ti riconosci, per esempio, nel tipo 4 o nel tipo 5, non chiederti «sono io?» ma «quando mi succede?». La risposta sta negli episodi della tua vita, non nelle parole della tabella.

Un dettaglio cambia tutto: l'enneagramma guarda il motivo, non il comportamento. Un esempio inventato per questa guida: tre persone aiutano un'amica a traslocare. La prima lo fa per sentirsi indispensabile (tipo 2), la seconda perché le sembra giusto (tipo 1), la terza perché rifiutare porterebbe un litigio (tipo 9). Lo stesso gesto nasce da tre motivi diversi. Per capire il tuo tipo ti serve chiederti perché lo fai, più che cosa fai.

Come leggere il risultato del test enneagramma?

Guarda le nove barre, non solo il nome del tipo. Ogni barra è la media delle tue tre risposte, da 1 a 5, e il tipo con la media più alta è il risultato. Se due o tre barre sono vicine, hai un mix: leggi anche le righe di quei tipi nella tabella. Il risultato fotografa questo periodo.

Se non l'hai ancora fatto, parti dal test. Poi guarda le barre, dalla più alta alla più bassa:

  • Una barra molto più alta delle altre. Il tipo prevalente è chiaro. Parti dalla sua riga nella tabella e dalle tre domande di diario che trovi dopo il test.
  • Due o tre barre vicine, entro mezzo punto. Hai un mix, e succede spesso. A parità di media il test mette per primo il tipo in cui hai risposto più spesso «Del tutto», quindi non fermarti al nome: leggi nella tabella anche le righe degli altri tipi in cima e chiediti in quale riconosci i tuoi motivi.
  • Quasi tutte le barre alte, intorno a 4 o più. Può essere un periodo intenso, oppure hai risposto sì a quasi tutto. Rifai il test scegliendo «In parte» dove hai dubbi.
  • Quasi tutte le barre basse, sotto 2. Il modello a nove tipi potrebbe descriverti poco, e va bene così. Prova un altro punto di vista, come il test dello stile di attaccamento, che guarda a come ti leghi agli altri.

Qualunque sia il risultato, è una fotografia di questo periodo. Rifallo tra qualche settimana: il confronto dice spesso più del singolo risultato.

Il test dell'enneagramma è affidabile?

Solo in parte. Una revisione di 104 campioni indipendenti (Hook e colleghi, 2021) ha trovato prove miste di affidabilità e validità: qualche conferma, ma anche limiti importanti. Per questo un enneagramma test online, compreso questo, è un punto di partenza per riflettere, non una misura precisa di chi sei.

Nella ricerca «affidabile» vuol dire due cose. L'attendibilità: se rifai il test, ottieni risultati simili? La validità: misura davvero ciò che promette? Per l'enneagramma le prove su entrambe sono miste.

Hook e colleghi (2021) hanno passato in rassegna la letteratura scientifica. A favore: parte delle analisi statistiche coincide con quanto prevede la teoria, le scale dei singoli tipi si collegano in modo coerente ad altri costrutti come i Big Five, i cinque grandi tratti della personalità, e diversi studi riportano che l'enneagramma è stato utile per la crescita personale e spirituale. Contro: le analisi trovano di solito meno di nove fattori, e nessuno studio ha fatto emergere i nove tipi con tecniche di raggruppamento. In parole semplici: che le persone si dividano davvero in nove gruppi non è stato dimostrato.

Uno studio su 287 persone (Newgent e colleghi, 2004) ha valutato un questionario diffuso, il Riso-Hudson Enneagram Type Indicator, che non è il test di questa pagina. Ha trovato una coerenza interna adeguata, un sostegno misto alla validità e un forte valore euristico, cioè una buona utilità come spunto di riflessione.

C'è poi un rischio che vale per ogni test di personalità: l'effetto Forer, detto anche effetto Barnum. Nel 1949 lo psicologo Bertram Forer consegnò ai suoi studenti lo stesso identico profilo, presentato come personale, e in media lo trovarono molto aderente a sé (Forer, 1949). Dickson e Kelly (1985) lo descrivono come la tendenza ad accettare affermazioni vaghe e generali come descrizioni della propria personalità unica, e concludono che l'accettazione dipende da quanto il profilo appare pertinente e favorevole.

Le descrizioni dei tipi sono spesso lusinghiere e un po' generiche, quindi è facile ritrovarsi in più di una. Tre abitudini ti proteggono:

  • Leggi anche gli altri tipi. Prendi la descrizione di un tipo che non ti somiglia: ti sembra sbagliata? Se ti ritrovi in quasi tutte, sta lavorando l'effetto Forer.
  • Cerca episodi, non somiglianze. Un tipo ti spiega qualcosa solo se ricordi momenti recenti in cui hai agito proprio così, per quel desiderio o per quella paura.
  • Rifai il test dopo qualche settimana. L'umore del giorno sposta le risposte: se le barre cambiano molto, il risultato racconta il periodo che stai vivendo più che un tipo stabile.
Il test enneagramma puòIl test enneagramma non può
Darti un'ipotesi su cosa ti muove e cosa temiDirti con certezza chi sei
Farti notare schemi che si ripetonoDiagnosticare o spiegare un disagio
Darti spunti per scrivere e per parlare di tePrevedere come ti comporterai
Mostrarti quali tipi ti somigliano di piùSostituire un colloquio con un professionista

Per questo il test qui sopra non pretende di essere validato: le affermazioni sono scritte da noi, non vengono da questionari commerciali e non sono state confrontate con scale della ricerca. Come gli altri test psicologici gratuiti di Deva Mastery, serve a cominciare a osservarti.

Cosa sono le ali e le frecce dell'enneagramma?

Le ali sono i due tipi accanto al tuo sul cerchio: si dice che uno dei due dia una sfumatura al tuo modo di essere. Le frecce collegano ogni tipo ad altri due, uno per lo stress e uno per la crescita. Sono idee interne al modello, con poca ricerca a sostegno (Hook e colleghi, 2021).

Se sei un tipo 4, le tue ali sono il 3 e il 5, e si scrive 4w3 o 4w5. Un 4 con ala 3 sarebbe più attento all'immagine e ai risultati, un 4 con ala 5 più riservato e riflessivo. Le frecce, invece, seguono le linee interne al cerchio: nella versione più diffusa, sotto stress il 4 prenderebbe tratti del 2 e, quando sta bene, quelli del 1.

I nove tipi si raggruppano anche in tre centri: istintivo (8, 9 e 1), emotivo (2, 3 e 4) e mentale (5, 6 e 7). Sono tre modi di reagire alla vita: con la pancia, con il cuore o con la testa.

Hook e colleghi (2021) concludono che c'è poca ricerca a sostegno di questi aspetti secondari, come le ali e il movimento fra i tipi. Per questo il test qui sopra ti dà il tipo e le nove barre, non ali e frecce. E se sotto stress ti riconosci in tratti diversi dal tuo tipo, non serve una freccia per spiegarlo: prima di tutto serve ritrovare la calma.

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Come usare il risultato nel diario?

Trattalo come un'ipotesi e cercala nella tua giornata. Scrivi un episodio recente, annota cosa volevi e cosa temevi, poi chiediti se il tuo tipo lo spiega. Se sì, hai un punto di partenza. Se no, prova un altro tipo. Il diario serve a questo: mettere alla prova il test con esempi tuoi.

Un tipo, da solo, non ti dice cosa fare. Ti dà una domanda: «cosa cerco, e cosa temo, quando mi comporto così?». Per rispondere ti servono episodi, non etichette. Ecco un metodo in cinque passi:

  1. Scrivi un episodio recente, solo con i fatti: cosa è successo, chi c'era, cosa hai fatto.
  2. Accanto, scrivi cosa volevi e cosa temevi in quel momento. Sono i due fili che l'enneagramma ti invita a cercare.
  3. Rileggi la riga del tuo tipo nella tabella: spiega l'episodio, o stai forzando l'etichetta?
  4. Ripeti con tre episodi diversi, in giorni diversi, e guarda cosa torna.
  5. Una volta a settimana rileggi tutto e sottolinea le parole che ricorrono: «devo», «non posso», «meglio di no» sono indizi di ciò che ti muove e di ciò che temi.

Se non sai da dove cominciare, le domande per conoscere se stessi sono un buon punto di partenza. Dopo il test trovi anche tre domande scritte per il tuo tipo.

Ecco un primo esempio, inventato. Marta ottiene il tipo 2. In una settimana trova tre episodi in cui ha detto sì senza volerlo: a una collega, a un'amica, a un parente. Accanto scrive cosa temeva: «che pensassero che non servo». Le dice più del numero: dietro quei sì c'è la paura di non contare. Il passo successivo è piccolo: un no detto con gentilezza.

Un secondo esempio, anche questo inventato. Luca ottiene il tipo 5, ma nei suoi episodi non trova né ritiri né bisogno di sapere. Trova tre conversazioni rimandate per evitare un litigio e, accanto, la stessa frase: «meglio lasciar perdere». Rilegge la riga del tipo 9 e ci si riconosce di più. Il test gli ha dato un'ipotesi sbagliata, il diario gliene ha suggerita una migliore: è un buon uso.

Un ultimo controllo: ciò che muove il tuo tipo non è sempre ciò che per te vale davvero. A volte è un'abitudine. Per distinguere i due, confronta il tipo con i tuoi valori personali: dove coincidono hai una direzione, dove no hai una domanda su cui scrivere.

Quando è il caso di parlarne con un professionista?

Parlane con uno psicologo o una psicologa se la fatica che emerge ti pesa da tempo, se ti ostacola nel lavoro o nelle relazioni, o se pensi di farti del male. Un test enneagramma non spiega i tuoi problemi né li cura: è uno spunto per riflettere, non una valutazione clinica.

Un tipo non è una spiegazione e non è un limite. Se ti accorgi di usarlo come scusa o come gabbia («sono un 9, quindi non posso litigare»), fermati e torna a considerarlo un'ipotesi.

Vale la pena chiedere aiuto a uno psicologo o a una psicologa quando:

  • la fatica che riconosci in te dura da mesi e non passa;
  • ti ostacola nel lavoro, nello studio o nelle relazioni;
  • ti isoli, dormi male o ti senti giù per gran parte della giornata;
  • hai pensieri di farti del male.

Puoi partire dal medico di base oppure cercare direttamente un professionista. Se decidi di parlarne, porta il test come spunto e non come diagnosi: racconta gli episodi che hai scritto più che il numero del tuo tipo. Un professionista parte da come stai tu, non da una categoria. Porta con te anche le pagine di diario: sono materiale concreto da cui partire. Se pensi di farti del male, chiedi aiuto subito, al tuo medico o al 112.

Come ti aiuta Deva a mettere alla prova il tuo tipo?

Il test ti propone un tipo, il diario lo mette alla prova. Scrivi cosa è successo oggi e Deva, il Tutor del diario, ti fa una domanda alla volta, fino a cinque, per scendere verso ciò che volevi e ciò che temevi. Dopo ogni pagina ti rimanda una riflessione che dà un nome all'emozione.

Tra i nove percorsi di journaling guidato c'è «Trovare la tua Missione», in sei capitoli. L'account gratuito, senza carta, include 3 diari con la riflessione e un percorso completo. Apri il tuo diario gratuito.

Fonti

  • Dickson, D. H., e Kelly, I. W. (1985). The “Barnum effect” in personality assessment: A review of the literature. Psychological Reports, 57(2), 367-382. doi.org/10.2466/pr0.1985.57.2.367
  • Forer, B. R. (1949). The fallacy of personal validation: A classroom demonstration of gullibility. The Journal of Abnormal and Social Psychology, 44(1), 118-123. doi.org/10.1037/h0059240
  • Hook, J. N., Hall, T. W., Davis, D. E., Van Tongeren, D. R., e Conner, M. (2021). The Enneagram: A systematic review of the literature and directions for future research. Journal of Clinical Psychology, 77(4), 865-883. doi.org/10.1002/jclp.23097
  • Naranjo, C. (1994). Character and neurosis: An integrative view. Gateways/IDHHB.
  • Newgent, R. A., Parr, P. H., Newman, I., e Wiggins, K. K. (2004). The Riso-Hudson Enneagram Type Indicator: Estimates of reliability and validity. Measurement and Evaluation in Counseling and Development, 36(4), 226-237. doi.org/10.1080/07481756.2004.11909744
  • Riso, D. R., e Hudson, R. (1999). The wisdom of the Enneagram: The complete guide to psychological and spiritual growth for the nine personality types. Bantam Books.

Domande frequenti

L'enneagramma è scientifico?

Non nel senso stretto. Nasce da insegnamenti spirituali e psicologici, non da esperimenti, e la ricerca arrivata dopo ha dato risultati misti. Una revisione di 104 campioni (Hook e colleghi, 2021) trova qualche conferma, ma anche limiti, e poche prove per ali e frecce. Resta uno strumento di riflessione utile, a patto di non considerarlo una misura precisa di chi sei.

A cosa serve l'enneagramma?

Serve a farti domande più che a darti risposte. Il modello ti invita a guardare cosa cerchi e cosa temi dietro i tuoi comportamenti, e questo può aiutarti a notare schemi che si ripetono, nel lavoro come nelle relazioni. Funziona se lo usi come ipotesi da verificare con esempi della tua vita, per esempio in un diario, non come etichetta.

Come si calcola il tipo di enneagramma?

Dipende dal test. In questo, ogni tipo ha tre affermazioni: fai la media delle tre risposte, da 1 a 5, e il tipo con la media più alta è il risultato. Se due tipi sono vicini, guarda le loro barre: potresti riconoscerti in entrambi. Altri test usano scelte fra due frasi o punteggi diversi, e possono darti un tipo diverso.

Esiste un test enneagramma ufficiale?

No. Non c'è un test unico riconosciuto da tutte le scuole: i questionari sono creati da autori diversi, con domande e metodi diversi, e due test possono darti due tipi diversi. Alcuni sono stati studiati, come quello valutato da Newgent e colleghi (2004), ma nessuno è un riferimento universale. Diffida di chi presenta un test come «ufficiale» o «definitivo».

Che differenza c'è tra enneagramma e MBTI?

L'MBTI descrive le tue preferenze su quattro coppie, per esempio introversione ed estroversione, e dà sedici tipi. L'enneagramma ha nove tipi e parte da ciò che ti muove e da ciò che temi, più che da come ti comporti. Molte persone li usano insieme. Entrambi sono tipologie da prendere come strumenti di riflessione, non come misure precise.

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