Bullet journal: cos'è e come iniziare (il metodo semplice, non quello di Pinterest)
Il bullet journal vero non è una pagina decorata con pennarelli e washi tape: è un sistema di poche righe per mettere in ordine testa e giornata. Ecco cos'è davvero, e come usarlo per umore, abitudini e ansia partendo da un quaderno qualsiasi.
Guida divulgativa: non è una diagnosi e non sostituisce il parere di uno psicologo o di un medico.

Il bullet journal per il benessere è il metodo originale di Ryder Carroll, non le pagine decorate di Pinterest: bastano un quaderno qualsiasi, una penna e il rapid logging, cioè annotare tutto in righe brevi con tre simboli (punto per i compiti, cerchio per gli eventi, trattino per le note). Per stare meglio aggiungi pochi moduli: il mood tracker per vedere gli schemi dell'umore, un habit tracker con due o tre abitudini, una riga di gratitudine, il brain dump per svuotare la testa e la revisione settimanale. Si parte in dieci minuti, senza disegnare niente.
Hai cercato "bullet journal" e ti sei ritrovato davanti a pagine perfette: lettering elegante, colori coordinati, righelli e washi tape. Bello, ma intimidatorio. E soprattutto fuorviante, perché quello non è il bullet journal: è un hobby grafico che gli si è cresciuto attorno. Il metodo vero è molto più semplice, molto più utile, e si fa con un quaderno qualsiasi.
In questa guida torniamo all'originale e lo pieghiamo a un solo scopo: il benessere. Cos'è davvero il bullet journal, come usarlo per umore, abitudini e mente più lucida, come iniziare in dieci minuti, e quali errori ti fanno mollare nella prima settimana. Niente perfezione, solo chiarezza.
Cos'è davvero un bullet journal, e cosa non è?
Il bullet journal lo ha inventato Ryder Carroll, un designer di prodotti digitali che già all'università cercava un modo semplice per gestire una testa affollata. Ha condiviso il metodo online nel 2013 e lo ha raccontato nel libro The Bullet Journal Method (2018, in italiano Il metodo Bullet Journal). Non un'agenda, non un diario nel senso del journaling riflessivo: un sistema per tenere insieme compiti, appunti, eventi e pensieri in un unico posto, scritto a mano, in fretta. L'ha chiamato così perché tutto si appunta come elenco di punti, di "bullet".
Il cuore del metodo si chiama rapid logging, cioè "annotazione rapida". Invece di scrivere frasi lunghe, registri ogni cosa come una riga breve, marcata con un simbolo che dice di che tipo è. È veloce da scrivere e velocissimo da rileggere a colpo d'occhio. Una tecnica parente, l'interstitial journaling, usa righe brevi simili ma le scrive tra un'attività e l'altra.
E cosa non è? Non è la pagina decorata di Pinterest. Quelle creazioni sono legittime, sono un piacere creativo (più vicino al journaling creativo), ma sono un'altra cosa. Il bullet journal originale è sobrio per scelta: Carroll lo ha pensato proprio per chi non ha tempo da perdere. Se parti credendo che debba essere bello, parti già con il piede sbagliato.
Il rapid logging in tre simboli
Non ti serve memorizzare un sistema complicato. Bastano tre marcatori di base:
- Punto (·) per un compito, qualcosa da fare.
- Cerchio (O) per un evento, qualcosa che accade a un'ora.
- Trattino (-) per una nota, un'informazione o un pensiero da ricordare.
Quando un compito è fatto, ci passi sopra una X. Se lo rimandi, lo trasformi in una freccia: è la stessa legenda della guida ufficiale al rapid logging. Tutto qui: con questi pochi segni hai già il cuore del metodo.
Come si usa il bullet journal per il benessere?
Fin qui è organizzazione. La parte che ci interessa è un'altra: usare lo stesso quaderno per stare meglio, non solo per spuntare cose da fare. Ecco i moduli che fanno davvero la differenza, dal più semplice al più profondo.
Il mood tracker (per vedere gli schemi)
Il mood tracker è semplicemente segnare ogni giorno come stai. Non serve una griglia colorata: può essere una parola ("stanco", "leggero", "in ansia") o un numero da 1 a 5. La potenza non sta nel singolo giorno, ma nel tempo: dopo qualche settimana, rileggendo, vedi gli schemi. Le giornate storte arrivano sempre di lunedì? Dopo le notti corte? Quando salti il movimento? Il tracker non risolve, ma ti fa notare, e notare è il primo passo per cambiare.
L'habit tracker (per le abitudini che contano)
Una piccola tabella con le abitudini che vuoi tenere (bere acqua, camminare, dormire presto, scrivere) e una casella per ogni giorno. Spunti, e basta. Funziona per un motivo semplice: la catena di caselle piene crea una piccola spinta a non interromperla. Un consiglio onesto: tieni poche abitudini, due o tre. Una tabella con quindici voci diventa un secondo lavoro, e la abbandoni.
Il diario di gratitudine (concreto, non retorico)
Una riga al giorno: una cosa per cui sei grato. Non la gratitudine da poster, ma quella vera e piccola, "il caffè caldo stamattina", "la telefonata di mia sorella". È una delle pratiche più studiate per spostare l'attenzione verso ciò che funziona. Una meta-analisi di Davis e colleghi (2016) ha trovato che gli esercizi di gratitudine aumentano un po' il benessere psicologico rispetto a non fare nulla o a un'attività neutra, ma non più di altri esercizi psicologici: un aiuto piccolo e concreto, non una bacchetta magica. Se vuoi farla diventare una vera pratica strutturata, c'è il diario della gratitudine.
Il brain dump (per svuotare la testa)
Questo è il modulo più sottovalutato e forse il più utile per l'ansia. Il brain dump è esattamente quello che sembra: prendi una pagina e rovesci fuori tutto quello che ti gira in testa, alla rinfusa, senza ordine. Preoccupazioni, cose da fare, pensieri sciolti. Mettere su carta ciò che affolla la mente può alleggerire la pressione, soprattutto se chiudi con un piccolo piano. Negli esperimenti di Masicampo e Baumeister (2011), i compiti lasciati in sospeso continuavano a riaffiorare nei pensieri, ma formulare un piano concreto per ciascuno faceva sparire queste intrusioni. E in uno studio di Scullin e colleghi (2018), chi prima di dormire scriveva per cinque minuti una lista dettagliata delle cose da fare si addormentava più in fretta di chi elencava le cose già fatte. Fallo quando ti senti sopraffatto, o la sera prima di dormire, e accanto alle voci più pesanti scrivi una riga: cosa farò, e quando.
La revisione settimanale (il modulo che tiene tutto insieme)
Una volta a settimana, dieci minuti, rileggi. Cosa è andato? Cosa è rimasto indietro? Come è stato l'umore, guardando il tracker? Cosa porti nella settimana che arriva? La revisione settimanale è ciò che trasforma il bullet journal da lista di cose fatte a strumento di consapevolezza. Senza, accumuli righe. Con, capisci qualcosa di te.
I cinque moduli, in sintesi:
| Modulo | Cosa fai | A cosa serve |
|---|---|---|
| Mood tracker | Segni ogni giorno come stai, con una parola o un numero da 1 a 5 | Vedere gli schemi dell'umore nel tempo |
| Habit tracker | Una casella al giorno per due o tre abitudini | Tenere le abitudini che contano, senza spezzare la catena |
| Gratitudine | Una riga al giorno, piccola e concreta | Spostare l'attenzione su ciò che funziona |
| Brain dump | Rovesci sulla pagina tutto quello che gira in testa, poi una riga di piano | Alleggerire la pressione quando ti senti sopraffatto |
| Revisione settimanale | Dieci minuti a settimana per rileggere | Trasformare le righe in consapevolezza |
Come si inizia in 10 minuti, con solo un quaderno?
La buona notizia è che non devi comprare niente di speciale e non c'è un setup da un'ora. Ti serve un quaderno qualsiasi e una penna. Ecco i quattro passi:
- 1. L'indice. Lascia libere le prime due pagine: saranno il tuo indice. Man mano che crei una pagina importante, ci segni titolo e numero. Serve a ritrovare le cose senza sfogliare tutto.
- 2. La numerazione. Numera le pagine in basso, una alla volta, quando le usi. È ciò che fa funzionare l'indice.
- 3. La legenda (key). In una pagina, scrivi i tuoi simboli e cosa significano: punto = compito, cerchio = evento, trattino = nota. È il tuo dizionario personale, così non dimentichi il sistema.
- 4. Il primo log. Scrivi la data di oggi e, sotto, le righe della giornata. Un paio di compiti, una nota, l'umore. Hai iniziato.
Davvero, è tutto qui. Se è la prima volta che apri un quaderno con questo intento e ti senti comunque bloccato, parti da qui: Come iniziare un diario (anche se non sai cosa scrivere).
Le collezioni utili (i moduli che vale la pena avere)
Nel gergo del bullet journal, una "collezione" è semplicemente una pagina dedicata a un tema. Puoi crearne quante vuoi, ma per il benessere ne bastano poche, scelte bene:
- Log mensile: una panoramica del mese, con gli appuntamenti fissi e gli obiettivi (per quelli più grandi c'è il diario degli obiettivi).
- Mood + habit tracker del mese: due tabelline affiancate, una riga per giorno.
- Pagina gratitudine: una riga al giorno, semplice.
- Pagina brain dump: da aprire quando serve, senza regole.
- Trigger e risorse: cosa mi manda in ansia, e cosa mi aiuta a tornare in centro. Utile da rileggere nei momenti storti, insieme alle tecniche di scrittura per l'ansia.
Aggiungi una collezione solo quando senti che ti serve, non perché l'hai vista da qualcuno. Il bullet journal migliore è quello che usi, non quello più completo.
Prova per 7 giorni il percorso «Padroneggiare le Emozioni»
Deva ti fa una domanda alla volta, rilancia su quello che scrivi e alla fine ti restituisce cosa è emerso. Il percorso è già dentro Deva Mastery ed è gratis.
Oggi, capitolo 1: Il tuo paesaggio emotivo · 6 capitoli, uno al giorno
Inizia il percorso gratis →Cos'è il journaling guidato →Account gratuito, senza carta. Il percorso si apre appena ti iscrivi.
Gli errori che ti fanno mollare
Quasi tutti abbandonano il bullet journal nello stesso modo, e quasi sempre per gli stessi tre motivi. Conoscerli in anticipo è il modo migliore per evitarli.
1. Inseguire la pagina perfetta
È l'errore numero uno. Vedi le creazioni online, alzi l'asticella, e ogni pagina diventa un progetto artistico. Risultato: ti stanchi, hai paura di "sporcare" il quaderno, e smetti. Ricordati sempre lo scopo: chiarezza, non bellezza. Una pagina brutta che usi vale infinitamente più di una pagina perfetta che ti blocca. Datti il permesso di sbagliare le righe: il junk journaling, fatto di carta di scarto, porta questa idea all'estremo.
2. Complicare troppo
Quindici simboli, dieci collezioni, sette colori, un sistema così elaborato che dimentichi come funziona. Più aggiungi, più la manutenzione pesa, finché il quaderno diventa un dovere. Parti minimo: tre simboli e due tracker. Aggiungi qualcosa solo se ti manca davvero. La semplicità non è una rinuncia, è ciò che rende il sistema sostenibile.
3. Mollare dopo un buco
Salti tre giorni, ti senti in colpa, e abbandoni del tutto. È la trappola classica di ogni abitudine. Ma un bullet journal non è una catena che si rompe: è un quaderno che riprendi quando vuoi. Anche la ricerca sulle abitudini lo conferma: nello studio di Lally e colleghi (2010), saltare una singola occasione non comprometteva la nascita di un'abitudine. Saltato una settimana? Apri alla pagina di oggi e scrivi. Non c'è arretrato da recuperare, non c'è voto. La costanza vera non è non saltare mai, è ricominciare senza dramma.
Lo scopo non è una bella pagina, è conoscerti
Torniamo al punto da cui siamo partiti. Il bullet journal non è un concorso di estetica. È uno strumento per mettere ordine fuori (gli impegni) e dentro (i pensieri e l'umore). Tutto il valore sta lì: nel momento in cui rileggi e vedi qualcosa che prima non vedevi. Lo schema dietro le giornate no. La cosa che ti fa bene e che trascuri. Il pensiero che torna. È così, un dettaglio alla volta, che si impara a capire chi sei.
E se vuoi approfondire il legame tra queste pratiche e il benessere emotivo, qui trovi una guida dedicata: il diario delle emozioni.
Per altre idee di scrittura quando la pagina resta bianca, invece, ci sono gli spunti e le domande per il diario.
C'è però un limite onesto del quaderno di carta: registra benissimo, ma non ti rilegge. Segni "ansia" per la quinta volta questo mese, ma il quaderno non ti dice cosa c'è sotto. Tracciare l'umore è il primo passo; capirne il significato è quello che cambia qualcosa.
Come ti aiuta Deva con il bullet journal?
Deva affianca il quaderno, non lo sostituisce. Quando il tracker segna "ansia" per l'ennesima volta, scrivi due righe su quella giornata e Deva ti fa una domanda alla volta verso la radice: è il metodo delle domande guidate. Con il piano completo puoi anche fotografare la pagina scritta a mano.
Dopo ogni diario ti rimanda una riflessione e dà un nome all'emozione. Nel tempo ti mostra le emozioni che tornano e il loro andamento. Tracci tu, il senso lo cercate insieme. Con l'account gratuito hai 3 diari con la riflessione e un percorso guidato a capitoli: prova Deva gratis.
Fonti
- Carroll, R. (2018). The Bullet Journal Method: Track the Past, Order the Present, Design the Future. Portfolio/Penguin. Edizione italiana: Il metodo Bullet Journal, Mondadori, 2018.
- Bullet Journal, guida ufficiale al rapid logging (punti, cerchi, trattini, X e frecce). bulletjournal.com
- Davis, D. E., et al. (2016). Thankful for the little things: A meta-analysis of gratitude interventions. Journal of Counseling Psychology, 63(1), 20-31. doi.org/10.1037/cou0000107
- Masicampo, E. J., e Baumeister, R. F. (2011). Consider it done! Plan making can eliminate the cognitive effects of unfulfilled goals. Journal of Personality and Social Psychology, 101(4), 667-683. doi.org/10.1037/a0024192
- Scullin, M. K., Krueger, M. L., Ballard, H. K., Pruett, N., e Bliwise, D. L. (2018). The effects of bedtime writing on difficulty falling asleep: A polysomnographic study comparing to-do lists and completed activity lists. Journal of Experimental Psychology: General, 147(1), 139-146. doi.org/10.1037/xge0000374
- Lally, P., van Jaarsveld, C. H. M., Potts, H. W. W., e Wardle, J. (2010). How are habits formed: Modelling habit formation in the real world. European Journal of Social Psychology, 40(6), 998-1009. doi.org/10.1002/ejsp.674
Domande frequenti
Cos'è un bullet journal?
È un metodo per organizzare pensieri, impegni e note in un unico quaderno, inventato da Ryder Carroll. Il cuore è il rapid logging: scrivi tutto come elenco di righe brevi, ognuna marcata con un simbolo (un punto per i compiti, un trattino per le note, un cerchio per gli eventi). Non è un'agenda prestampata né un diario decorato: è un sistema flessibile che disegni tu, riga dopo riga. Tutto il resto, i mood tracker e le pagine colorate che vedi online, è facoltativo.
Serve essere bravi a disegnare?
No, ed è il malinteso più diffuso. Le pagine elaborate che girano su Pinterest e Instagram sono un hobby creativo a parte, non il metodo. Ryder Carroll ha pensato il bullet journal per chi ha fretta: righe scritte a penna, simboli semplici, zero estetica richiesta. Se sai fare un punto e un trattino, sai già tutto il disegno che serve. Anzi, troppa cura grafica è uno dei motivi per cui le persone smettono.
Come inizio un bullet journal?
Ti basta un quaderno qualsiasi e una penna. Lascia le prime pagine per l'indice, numera le pagine man mano, e scrivi la legenda dei tuoi simboli. Poi parti con il log del giorno: data in alto, e sotto le righe della giornata (compiti, note, eventi). Tutto qui. Niente template da comprare, niente setup di un'ora: dieci minuti e hai già un sistema funzionante. La cura grafica, se la vuoi, arriva dopo, ed è opzionale.
Il bullet journal aiuta con ansia e umore?
Può aiutare, soprattutto per due motivi. Il brain dump (svuotare sulla pagina tutti i pensieri che girano in testa) può togliere un po' di pressione alla mente e rendere l'ansia più maneggiabile. Il mood tracker, segnando ogni giorno come stai, ti fa vedere gli schemi nel tempo: cosa precede le giornate storte, cosa le buone. Non è una terapia e non sostituisce un professionista, ma è uno strumento concreto per notare e contenere. Per i giorni difficili, una domanda mirata spesso aiuta più di una tabella.
Quanto tempo richiede al giorno?
Da bene, pochissimo: cinque minuti, anche meno. Il metodo originale è nato proprio per essere veloce. La parte quotidiana è solo segnare il log del giorno e, se li usi, spuntare l'abitudine e l'umore. Se ti ritrovi a passarci mezz'ora, probabilmente stai decorando, non organizzando: è un segnale per semplificare. La revisione settimanale, una volta a settimana, chiede dieci o quindici minuti. Tutto il resto è facoltativo.
Prova per 7 giorni il percorso «Padroneggiare le Emozioni»
Deva ti fa una domanda alla volta, rilancia su quello che scrivi e alla fine ti restituisce cosa è emerso. Il percorso è già dentro Deva Mastery ed è gratis.
Oggi, capitolo 1: Il tuo paesaggio emotivo · 6 capitoli, uno al giorno
- Gratis, senza carta
- Pochi minuti al giorno
- Scelto per questo argomento
Ti iscrivi gratis e, finita la registrazione, il percorso si apre da solo.

